Il nuovo record dell'Aconcagua
7 Febbraio 2000: salire dai 4230 metri del campo base di Plaza de Mulas sino ai quasi 7.000 metri della vetta (6962 per la precisione) in 3h 40' 10''; scendere per lo stesso percorso in circa 1h 12'', totalizzando un tempo di 4h 52 '14'' per la salita e la discesa.
Questo è il nuovo record dell'Aconcagua, la montagna più alta di tutto l'emisfero occidentale, realizzato da Bruno Brunod, Jean Pellissier e Fabio Meraldi:
un record che polverizza il record precedente, quello detenuto dagli atleti della squadra dell'esercito francese: 4 h 36' in salita e 5h 57' come tempo totale.
Il significato del record
E' possibile arrivare ai limiti delle prestazioni umane in maniera pulita, etica? Progettando il record siamo partiti da questa domanda. Sapevamo che la squadra francese aveva utilizzato ampiamente, come documenta anche il filmato che hanno commercializzato, la camera ipobarica nel centro universitario di medicina di Grenoble. Noi abbiamo scelto un'altra strada, completamente diversa: quella dell'acclimatazione naturale. Forse chi non ha una conoscenza diretta dei processi di acclimatazione in alta quota non riesce a cogliere la differenza sostanziale che esiste tra i due metodi: nella camera ipobarica l'acclimatazione avviene gradualmente, in pieno comfort e senza rischi. Chi sale ad acclimatarsi in alta quota affronta molte insidie: il freddo, il cattivo tempo che può costringerlo a tornare velocemente indietro o può impedirgli di salire...ed è ben diverso affrontare i tipici malesseri dell'alta quota nell'isolamento di una tendina o dentro un centro ospedaliero.
Ma la camera ipobarica non è l'unica forma di "aiuto" possibile in un record del genere: è per questo che i tre atleti si sono sottoposti prima e dopo il record a tutti gli esami ematici antidoping. I risultati sono pubblici e sono depositati presso la FSA (Federation for Sport at the Altitude): chiunque può chiedere di prenderne visione. Nessuno dei tre ha superato i valori di ematocrito considerati a rischio dal C.I.O.
Una vittoria di squadra
Un'altra differenza sostanziale rispetto al record precedente è stato il fatto che quest'ultimo è stato ottenuto da tutti e tre i membri del team, che sono giunti insieme in cima e hanno tagliato insieme il traguardo finale al campo base. Questo anche per sottolineare che lo sport anche di altissimo livello- non significa necessariamente individualismo e competitività esasperata. Il record precedente era stato ottenuto invece da uno solo dei tre atleti partiti.
Ma il record è stato una vittoria di squadra anche in senso più ampio: ha vinto anche l'intero team che ha accompagnato e sostenuto i tre atleti, anche nei momenti difficili dei primi giorni al campo base, quando non si credeva possibile battere il vecchio record utilizzando solo mezzi etici; che ha provveduto al trasporto in quota dei campi intermedi; che ha provveduto al rifornimento degli atleti lungo il percorso nonostante le temperature rigidissime; che è riuscito a portare in vetta due componenti (A. Pession- P.Trabucchi), oltre ai tre atleti stessi.
Un evento multimediale
Il record è stato riportato dalla stampa nazionale (Corriere della Sera, Il Giorno, La Stampa, Tutto Sport), e da tutti i quotidiani principali dell'America latina; ci sono stati servizi vari sull'evento al TG 3, sulla rete nazionale argentina e la diretta di Radio RAI durante la performance. Nei prossimi mesi le immagini e le notizie dell'impresa appariranno su numerosi periodici. E' stato realizzato anche un video, di cui alcuni spezzoni sono già stati anticipati in Piemonte e Valle d'Aosta da Tele Alpi, con una serie di immagini molto spettacolari.
La ricerca scientifica
In collaborazione con la F.S.A. e con il patrocinio scientifico dell'Istituto di Scienze dello Sport del C.O.N.I. , il record ha rappresentato l'occasione per effettuare alcune ricerche sugli aspetti mentali delle prestazioni limite: una ricerca ha riguardato il monitoraggio realizzato tramite degli attigrafi- del sonno in alta ed altissima quota; l'altro studio, che sembra promettere risultati molto interessanti, è stato quello del carico di stress legato all'acclimatazione: come sapete, il processo di acclimatazione è ancora in gran parte misterioso sia per le sorprendenti differenze individuali che vi si riscontrano sia per il suo andamento tutt'altro che lineare. Anche se non tutti i dati sono ancora stati elaborati, sembra proprio che esista una sorta di deriva delle reazioni neurovegetative in alta quota: in poche parole, le risposte acute agli stress, a grande altezza, impiegano più tempo per normalizzarsi. Questo significa che è importantissimo in questa situazione, stare il più calmi e rilassati possibili: l'ansia, ad esempio, è nemica dell'acclimatazione e la rallenta. Una curiosità: la deriva compare anche in soggetti esposti ad un grande affaticamento, ad es. dopo una ultramaratona. Si tratta di un fenomeno connesso a carichi di stress molto.
Rassegna stampa
Hanno parlato del record:
Stampa quotidiana nazionale: Il Giorno, Il Corriere della Sera, TuttoSport, La Gazzetta dello Sport, La Stampa, AGC (Agenzia giornalistica CONI)
Radio e televisione: TG 3 Regionali, TeleAlpi, Televisione di Stato Argentina, RadioRAI
Stampa periodica: "Correre" gennaio 2000, "Multisport" aprile 2000, "Il Corsivo", 14 febbraio 2000, "Correre" aprile 2000, "La Valée" 12 febbraio '00, "Sportpsicologia" n.1, "Focus".