Il 14 novembre 2001 è partita alla volta della Tanzania la spedizione del
"Progetto Kibo2001"
"Kibo" (m. 5895) è la vetta più alta del massiccio vulcanico del Kilimanjiaro, la montagna più elevata del continente africano, che comprende altre due montagne, il Mawenzi e lo Shira.
Tre componenti dei cinque uomini che formavano la spedizione avevano già preso parte alla spedizione precedente, "Aconcagua 2000", che ha conseguito il record mondiale di ascensione e discesa della montagna più elevata del continente americano, l'Aconcagua (m. 6962).
Anche questa volta la spedizione si è posta un duplice obiettivo, sportivo e scientifico. Il Progetto è promosso dal C.H.P. (Centre Haute Performance - Val d'Ayas), organismo che si occupa di ottimizzazione e valutazione della preparazione psicofisica, in collaborazione con il Comitato Valdostano della Federazione Italiana Sport d'Alta Quota.
Il record sportivo
Il valdostano Bruno Brunod, 39 anni, due volte campione del mondo di skyrunning (corsa in alta quota), già recordman dell'Aconcagua, del Cervino e del Monte Rosa ha stabilito un nuovo primato di salita e discesa sulla via classica alla cima del Kilimanjiaro, la "Via Marangu" entrando nella leggenda della montagna africana: si tratta di circa 80 km. di sviluppo, tra andata e ritorno, con 4000 metri di dislivello positivo! Brunod è transitato in cima in 5h 38'40'', e concludendo il percorso nel tempo incredibile di 8h 34' 52''!!
Si tenga presente che il record ufficiale precedente era di 23 ore, ad opera di due americani, mentre esisteva un record ufficioso di alcune guide di montagna locali, di 18 ore. Costoro, inizialmente scettici, si sono letteralmente prostrati ai piedi di Bruno dopo aver assistito al suo exploit.
L'altro atleta, Ettore Champretavy, un altro valdostano, veterano delle gare skyrunning, detentore del record di ascensione del Gran Paradiso e uno dei protagonisti della corsa (ora non più disputata) Courmayeur- Monte Bianco ha stabilito un record diverso ma egualmente incredibile: Ettore ha ottenuto un tempo straordinario nella salita dal rifugio Kibo Hut alla cima, salendo e scendendo in 1h 49'', mentre gli alpinisti "normali" impiegano dalle 6 alle 8 ore solo per la salita. Come testimonia il filmato, Champretavy è stato in grado di correre praticamente tutto il percorso, i cui primi 900 metri sono estremamente ripidi, e nonostante stesse facendo uno sforzo fisico tra i 5000 ed i 6000 metri.
L'aspetto etico del record sportivo
Come nel record dell'Aconcagua, anche in questo caso è risultato centrale un aspetto del record, quello della sua "eticità" o "pulizia": infatti il record ed il progetto vogliono contribuire a diffondere una corretta visione della performance, cioè sfatare il mito che solo attraverso il doping si possono raggiungere prestazioni umane limite. Al contrario, tramite questo record dimostra quali prestazioni un essere umano può realizzare, impiegando corretti e scientifici programmi di allenamento sia atletici che mentali.
Gli atleti quindi non hanno utilizzato la camera ipobarica durante la preparazione e, si sono sottoposti ad esami antidoping, in strutture pubbliche. Ecco i valori di ematocrito e di emoglobina nei due atleti:
BRUNOD: HCT 45,5 HGB 16,00
CHAMPRETAVY: HCT 42,2 HGB 14,9
Con la loro autorizzazione mettiamo a disposizione i risultati completi dei loro esami
Contenuti di ricerca scientifica del Progetto
Gli aspetti di ricerca scientifica del Progetto hanno approfondito i dati e le indicazioni emerse dal record dell'Aconcagua; il CHP opera con il patrocinio scientifico dell'Istituto di Scienza dello Sport del CONI. Il tema è quello dello stress, ed in particolare come lo stress modifichi le funzioni cognitive (attenzione, memoria, tempi di reazione). Nel corso della spedizione è stato anche sperimentato un programma di gestione dello stress, volto al mantenimento dell'efficienza delle funzioni cognitive anche sotto pressione psicofisica e al controllo dei sintomi somatici legati a carichi elevati di stress. L'applicazione di questo programma può essere di interesse per tutti, ed in particolare per gli atleti per prevenire il sovrallenamento. Questo programma è frutto di una lunga serie di studi sull'adattamento allo stress negli atleti, svolto su diversi atleti, tra i quali la Nazionale Olimpica di Triathlon.Presto i dati saranno pubblicati su di una rivista scientifica di lingua inglese.
La squadra
Bruno Brunod (atleta, già membro della spedizione in Aconcagua)
Ettore Champretavy (atleta)
Antonio Carrel (guida alpina, già membro della spedizione in Aconcagua)
Pietro Trabucchi (psicologo dello sport, già membro della spedizione in Aconcagua, coordinatore del progetto)
Stefano Mattotti (medico sportivo già ricercatore in Nepal con il CNR)
Breve cronaca del record
Il percorso per salire in cima al Kibo inizia a Marangu, a 1800 metri di quota; qui un comodo sentiero attraversa la foresta per giungere a Mandara, il primo rifugio, situato a 2700 metri ed immerso nella vegetazione popolata da branchi di scimmie. Da Mandara si raggiunge il rifugio Horombo, a 3700 metri, con un lunghissimo sentiero che presenta alcuni saliscendi e si sviluppa nella savana, cioè in una zona priva di vegetazione ad alto fusto. Da Horombo si raggiunge l'ultimo rifugio, Kibo, a 4740 metri, posto in una zona ormai quasi totalmente priva di vita vegetale. Da qui il cammino diventa estremamente ripido perchè si sale il cono del cratere vero e proprio e, dopo circa 900 metri di dislivello se ne raggiunge il bordo, presso il "Gillman Point". Da qui, in cresta si sale ancora un po' fino a raggiungere il culmine del cratere, l'Huru Peak (5895 m.), punto più alto del continente.
il 19 novembre tutti i membri della spedizione erano già riusciti a salire una volta in cima, per rendersi conto delle difficoltà dell'ultima parte del percorso. La sera del 21 i componenti del team si sono disposti lungo il percorso, con Carrel presso Horombo, una guida che avrebbe dovuto essere a Mandara (ma Bruno non l'ha trovata) e Champretavy e Trabucchi saliti di nuovo al Kibo Hut. Bruno ed il dott. Mattiotti sono scesi a dormire a Marangu; durante la notte Trabucchi è salito in cima con un'altra guida del parco, ovvero il cronometrista ufficiale Jennadi e con una tenda, per filmare il momento del record e fornire assistenza a Bruno. Alle 6.00 Bruno è partito dal cancello di Marangu, raggiungendo Carrel all'Horombo in poco meno di due ore e mezzo; poco dopo raggiungeva il Kibo Hut, dove Ettore l'aspettava per partire insieme e "tirarlo" nel pezzo più duro.Dopo un'ora ed un minuto Trabucchi vedeva giungere in punta Ettore, che aveva staccato Bruno nell'ultima parte; raggiunta la guida-cronometrista Jennadi, e firmato il documento che ne attestava il passaggio, Ettore scendeva e da lì a poco giungeva anche Bruno. Quando firmava il foglio a sua volta erano trascorse 5h 38'40'' dalla partenza dall'ingresso del Parco!! In meno di 3 ore Bruno era di nuovo all'ingresso, acclamato dai presenti e dagli ufficiali del Parco: era entrato nella leggenda della montagna.